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I murales di Villamar

Storia del muralismo

L'idea di un'arte collettiva, che fosse fruibile da un pubblico più vasto possibile, fu lanciata agli inizi del 1900 dall'intellettuale messicano Geraldo Murillo, un giornalista pittore e filosofo che aveva approfondito i suoi studi anche in Italia. Le sue idee trovarono poi, negli anni venti, i maggiori rappresentanti in José Clemente Orozco, Diego Rivera e David Siqueiros, anch'essi messicani e pittori di fama internazionale. Furono soprattutto loro i padri della nuova forma di arte figurativa realizzata sulle pareti esterne degli edifici, sia pubblici sia privati. I temi dominanti erano la libertà, la giustizia e gli ideali rivoluzionari, all'epoca in voga in tutta l'America latina.

La pittura murale in Sardegna

In Sardegna, l'arte muralista iniziò ad essere pratica alla fine degli anni '60, nel paese di San Sperate quando si iniziarono a dipingere con figure i muri delle case. Queste ultime, che da sempre erano state semplici ricoveri per contadini o pastori e che avevano avuto l'unico scopo di proteggere dalle intemperie del tempo, videro il loro fianco esterno, che dava sulla strada, assumere una funzione nuova: la casa non era più solo riparo, ma diventava un modo per rapportarsi con gli altri, per esprimere pensieri e opinioni.

Fu così che i muri di un piccolo paese agricolo della Sardegna, ribattezzato appunto ''Il paese museo'' , iniziarono a raccontare … l'esigenza primaria non era esclusivamente quella di esprimere delle opinioni, ma anche di farlo in modo artistico.

Questa iniziativa rapidamente si propagò ad altri paesi e città. A metà del decennio successivo ad Orgosolo e a Villamar.

I murales di Villamar

Nel nostro paese, i promotori dell'arte muralista sono stati i pittori locali Antioco Cotza, insieme ad un suo amico Cileno, Alan Joddré, esule politico, ospite in quel periodo dei Sign. Antioco Cotza .

L'aspetto di Villamar, in poco tempo, grazie al loro contributo, cambiò radicalmente perdendo il suo aspetto grigio e anonimo e assumendo colore e vivacità.

I murales realizzati sono principalmente di due generi diversi: quelli eseguiti da Cotza e dai suoi amici, dai colori accesi sono solitamente di denuncia sociale e rappresentano momenti e avvenimenti storici locali e mondiali; quelli realizzati dall'artista locale Antonio Sanna, invece, spesso rappresentano paesaggi, località, usi e costumi del paese.

L'attività dopo il primo periodo di esordio, si estese notevolmente e oggi le pitture murali sono distribuite in diverse strade del paese di Villamar.

Ad oggi i murales sono uno degli aspetti che identificano il nostro paese, sono entrati a far parte della nostra storia e del nostro patrimonio culturale.

Approfondimenti:

Beni benias e beni benius a Mara Arbarei - a cura di Amos Cardia

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